In breve
🎟️ 8€
Ridotto 4 €. Gratis per i cittadini UE sotto i 25 anni.
🕣 8:30–15:30
Tutti i giorni tranne il martedì. Vai di mattina.
🚇 Evangelismos
Linea 3. Dalla stazione, 4 minuti a piedi.
⏱️ 90 minuti
Per l’essenziale. Due ore se ti siedi anche in giardino.
La villa della duchessa
Villa Ilissia fu costruita tra il 1840 e il 1848, su progetto di Stamatios Kleanthis, come residenza invernale della duchessa di Piacenza, Sophie de Marbois. La duchessa era una delle figure più strane dell’Atene di re Ottone: aristocratica francese, filelleno, con case sparse in tutta l’Attica. Il museo fu fondato nel 1914 e si trasferì qui nel 1930.
Il cortile con le logge, la fontana e i cipressi ha ancora l’aria di una casa. Le grandi sale, però, non sono nella villa. Stanno sotto il giardino, in un’ala sotterranea che dalla strada non si vede. Scendi pochi gradini e il museo si apre intorno a te.
Foto: Joyofmuseums (CC BY-SA 4.0), Jean Housen (CC BY-SA 4.0), Francesco Bini (CC BY-SA 4.0), George E. Koronaios (CC0) · Wikimedia Commons
La collezione permanente
Il museo custodisce circa 30.000 oggetti, dal III al XX secolo, da tutto il mondo dell’ellenismo e della Chiesa d’Oriente: Asia Minore, Cipro, Balcani, Italia meridionale. La mostra è divisa in due grandi parti.
- Dal mondo antico a Bisanzio: come i motivi della tarda antichità passano piano piano nell’arte cristiana. L’arte bizantina non nasce all’improvviso. Si forma in botteghe che ereditano il mondo romano. Poi arriva il grande mondo bizantino, con icone, affreschi, sculture, argenti e manoscritti.
- Da Bisanzio all’età moderna: gli anni dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, la Scuola cretese sotto i veneziani, iconostasi da chiese di tutto il mondo greco. Alla fine, una piccola sezione con pittori greci del Novecento che guardano indietro a Bisanzio.
Non è un museo per foto veloci. La sua forza sta nei piccoli dettagli: uno sguardo in un’icona, un frammento di affresco, un vaso d’argento che un tempo delle mani tenevano durante una funzione.
Foto: Francesco Bini (CC BY-SA 4.0), John Samuel (CC BY-SA 4.0) · Wikimedia Commons
Le opere che valgono la visita
- La Vergine Episkepsis a mosaico: un’icona bizantina dall’Asia Minore, intorno al 1300. La Vergine appoggia la guancia a quella del Bambino. Avvicinati per vedere quanto sono piccole le tessere, poi fai due passi indietro. Da lontano il volto si compone in un altro modo.
- San Giorgio di Kastoria: un’icona a due facce del XIII secolo. Il santo non è dipinto. È scolpito a rilievo nel legno, cosa rara nell’arte bizantina.
- Gli affreschi di Episkopi in Evritania: furono staccati dalla chiesa prima che le acque del lago di Kremasta la sommergessero. Mostrano cosa si salva quando un edificio va perduto.
- L’Arcangelo Michele: un’icona del XIV secolo da Costantinopoli, con la pittura raffinata della capitale.
Foto: George E. Koronaios (CC BY-SA 4.0), Francesco Bini (CC BY-SA 4.0) · Wikimedia Commons
Il giardino
Il giardino è uno dei motivi per non uscire subito su viale Vasilissis Sofias. Ci sono ombra, panchine, erbe aromatiche e, quando è aperto, un caffè. Dopo tante icone nella penombra, mezz’ora fuori fa bene. Sul lato ovest, proprio accanto al museo, ci sono le fondamenta del Liceo di Aristotele, con ingresso da via Rigillis, dove il filosofo insegnava camminando. Ha un biglietto proprio, 5 €.
Foto: Jean Housen (CC BY-SA 4.0) · Wikimedia Commons
Biglietti e orari 2026
| Giorni | Orari |
|---|---|
| Lunedì, mercoledì–domenica | 8:30–15:30 |
| Martedì | Chiuso |
| Venerdì Santo | 12:00–17:00 |
L’intero costa 8 € e il ridotto 4 €. I cittadini UE sotto i 25 anni e i ragazzi di paesi extra UE sotto i 18 entrano gratis, con carta d’identità o passaporto. Le mostre temporanee possono avere un biglietto a parte. I custodi iniziano a svuotare le sale 20 minuti prima della chiusura, quindi non arrivare dopo le 14:30.
Il museo è chiuso il 1º gennaio, il 25 marzo, il 1º maggio, la domenica di Pasqua e il 25 e 26 dicembre. Gratis per tutti: 6 marzo, 18 aprile, 18 maggio, l’ultimo fine settimana di settembre, 28 ottobre e, da novembre a marzo, la 1ª e la 3ª domenica di ogni mese. Tutte le date sono nel nostro calendario dei giorni gratuiti.
🚇 Come arrivare da Ioulianou 50
Il museo è in viale Vasilissis Sofias 22, di fronte a Kolonaki. Calcola circa 25 minuti porta a porta.
- Ioulianou 50 → stazione Victoria: 3 minuti a piedi.
- Linea 1 (verde), direzione Pireo: Omonia, e alla seconda fermata scendi a Monastiraki.
- Cambio sulla linea 3 (blu), direzione Aeroporto o Doukissis Plakentias: Syntagma, e alla seconda fermata scendi a Evangelismos.
- Evangelismos → museo: esci su viale Vasilissis Sofias e cammina 4 minuti verso il centro. Il cancello del museo è alla tua sinistra, subito dopo il Museo della Guerra.
🚇 Ioulianou 50 → Museo Bizantino in metro
Linea 1 fino a Monastiraki, linea 3 fino a Evangelismos e 4 minuti a piedi.
Se vuoi un percorso più tranquillo, scendi a Syntagma e attraversa il Giardino Nazionale. Ci vogliono circa 12 minuti e in primavera è la strada più bella per il museo.
Dove si trova rispetto all’appartamento
📍 Da Angels Athens al Museo Bizantino e Cristiano
Guarda a colpo d’occhio come arrivarci dall’appartamento in via Ioulianou 50. Trascina la mappa e fai zoom per i dettagli.
I musei di viale Vasilissis Sofias a piedi
Tre musei e un sito archeologico distano pochi minuti l’uno dall’altro. Visto che il Bizantino chiude alle 15:30, comincia da lì: il Bizantino alle 8:30, un’occhiata al Liceo di Aristotele accanto, poi il Museo di Arte Cicladica in via Neofytou Douka, e il pomeriggio il Museo Benaki, che resta aperto fino a tardi. Tre musei in un giorno sono tanti. Se ti stanchi, saltane uno e vai al Giardino Nazionale.
🗺️ I musei di viale Vasilissis Sofias, tappa per tappa
Dalla stazione Evangelismos (M) al Benaki c’è meno di un chilometro. La linea viola mostra l’ordine della passeggiata. Tocca ogni numero per orario e biglietto.
Confronti
Museo Bizantino o Museo dell’Acropoli?
Non sono in competizione. Il Museo dell’Acropoli chiude la storia della Rocca nella tarda antichità. Il Bizantino comincia più o meno lì. Insieme sono le due estremità dello stesso scaffale.
Museo Bizantino o Benaki?
Il Benaki è più ampio e più narrativo, dall’antichità al Novecento. Il Bizantino si concentra sull’arte bizantina e post-bizantina e la mostra in profondità. Se le icone ti attirano, vince il Bizantino.
Domande frequenti
Le icone sono originali?
Sì, le opere della collezione permanente sono originali. Se ti interessa un pezzo in particolare, la didascalia indica materiale, provenienza e datazione.
È adatta ai bambini?
Bisogna scegliere. La mostra è densa. Fai una visita breve, fermati davanti ai mosaici e al San Giorgio a rilievo, e lascia tempo per il giardino.
Rientra in un biglietto cumulativo?
No. Ha un biglietto proprio, e il biglietto cumulativo dei siti archeologici è stato abolito ad aprile 2025. Leggi la nostra guida sul biglietto cumulativo.
Perché chiude così presto?
L’orario 8:30–15:30 vale tutto l’anno. Se vuoi un museo per il pomeriggio, tieni il Benaki o il Museo di Arte Cicladica per dopo.
— Kathy